Nella testa i Cally, che dovrei grattugiare… *

Antonio Signore vs Cristian Bugatti

Prologue

Da teenager ho ascoltato miliardi di ore di Rap, comprato pacchi di 33 giri e vissuto in prima persona quella che è stata definita la Golden Age e il periodo Gangsta, in cui gli N.W.A. urlavano “Fuck Tha Police” ** e Ice T (“6 in the mornin’, Police at my door”) pubblicava dischi con mitragliette Uzi, tette e culi in rilievo sulle copertine.
E tutto questo quando la maggior parte dei rapper nostrani degli ultimi anni non era ancora nata. 


Intro

Non conoscevo il signor Junior Cally fino a qualche giorno fa, lo ammetto. E non conoscevo neanche Skioffi. Ho una vaga conoscenza dello Sferaebbasta “cantautore” e del suo amico “featured” Capo Plaza; ma sinceramente non mi ero mai messo a farne un’analisi dei testi. 

Sulla vicenda (la partecipazione di Junior Cally a Sanremo) sono arrivate le immancabili polemiche di cui si nutre questo triste evento nazional-popolare: i testi sono sessisti, violenti, misogini; inneggiano alla droga e alla violenza nei confronti delle donne… e insultano pure la Polizia. Ok, niente da dire. D’altra parte la trap, per definizione, è legata proprio a tutto quell’immaginario collettivo fatto di droghe, soldi e puttanoni

Screenshot da Strega di Junior Cally

Chorus

Varrebbe la pena, secondo me, riflettere su un altro aspetto: mai come quest’anno ho la netta sensazione di una line-up del Festival di Sanremo assemblata in base alla visibilità (la quantità di visualizzazioni portata in dote dai vari Junior Cally o Elettra Lamborghini), piuttosto che sulla qualità.

Bugo & Morgan in coppia a Sanremo 2020

L’esempio del mitico Bugo è lampante da questo punto di vista: non sarebbe mai stato accettato se non si fosse presentato insieme a Morgan (convinzione supportata anche dai racconti dei diretti interessati). 

O magari è solo una mia impressione e le scelte di Amadeus (o chi per esso) sono realmente figlie di un attento progetto artistico e non solo di una caccia allo share. 

Non vorrei passare da bacchettone affermando che non mi sembra comunque una gran bella mossa quella di dare spazio e audiovisibilità a quel genere di personaggi e di racconti in quel contesto. Mi spiego meglio: a me Junior Cally non piace e non lo ascolto; ma un sacco di teenager delle scuole medie non solo lo ascoltano, ma lo vedono anche come un modello reale e ideale di successo

REPRISE

Vedono Junior Cally a Sanremo (ovviamente su YouTube) e pensano: cazzo, fra’, questo ha svoltato di brutto: lo invitano a Sanremo e gli danno pure un cifro di soldi! (Non penso che quei ragazzini si esprimano proprio così, ma è tanto per dare l’idea…).

Senza riuscire a distinguere tra persona e personaggio, molti di quei fan/follower potrebbero pensare che, nella vita reale, avere come principale obiettivo quello di far soldi facili per potersi permettere un outfit sgargiante abbinato a cazzo di cane e strafarsi di xanax e sigarette elettroniche, trattando le ragazze come cagne, sia proprio una bella prospettiva di vita. 

E poi, magari, dopo una serata tra fiumi di alcol, prometazina e sciroppo per la tosse, gli capita di violentare una ragazzina insieme a qualche fra’.


OUTRO

E quindi…?
Ovviamente non sto affermando che ci sia una relazione causa/effetto tra l’ascolto di Strega di Antonio Signore, in arte Junior Cally (dirige il Maestro Vessicchio) e lo stupro di massa; ma, come dice il buon vecchio Red Ronnie, non sottovalutate il potere della Musica.

Ecco, appunto, “Musica”.
Forse è un’altra mia impressione, ma mi sembra che a Sanremo l’accento sia sempre messo sui testi e non su tutto il resto di cui si compone un pezzo musicale (composizione, arrangiamento, esecuzione, produzione del suono…); forse perché è più facile criticare quello che si capisce di un testo, magari dopo uno o due ascolti distratti.

Grandmaster Flash sul set della serie Netflix The Get Down (effetto pastello)

Il Rap nei suoi esempi più alti è sempre stato innovativo anche dal punto di vista prettamente musicale. Sull’argomento consiglio sempre un paio di serie tv prodotte da Netflix, Hip Hop Evolution e The Get Down Down, in cui viene messo in scena molto bene questo aspetto innovativo, sperimentale, artigianale nella componente musicale dell’Hip Hop. Si racconta di quando si capì, ad esempio, che anche “un dj poteva essere una band”, della ricerca accurata dei vinili più introvabili, della leggenda del pastello a cera usato da Grandmaster Flash per segnare i break, fino all’avvento del sampling e dell’elettronica.

Ecco, questo potrebbe essere un bel punto di partenza per alzare un po’ il livello della critica musicale sanremese: parlare ogni tanto anche di Cultura Musicale. Magari chiedendo ad esempio ad Antonio Signore di raccontarci quale musica ascolta e preferisce, quali siano i riferimenti musicali, culturali, artistici che lo ispirano, in modo da contribuire all’evangelizzazione musicale dei propri follower su YouTube o Spotify, incuriosirli, stimolarli e magari fargli capire che c’è altro nella sua musica oltre alle ragazze incappucciate, la maschera antigas di Gucci e le mazze da baseball.

E comunque… fanculo Sanremo!


Credits

* Tributo a “Mi rompo i coglioni” di Cristian Bugatti, in arte Bugo.

** Gli N.W.A. avevano comunque le loro buone ragioni per mandare a fanculo la Polizia. Non so invece cosa abbiano combinato le forze dell’ordine a Junior Cally per meritarsi un bel: “fanculo ogni membro della Polizia” (cit. sempre dal pezzo incriminato).
E comunque faccio notare ai seguaci dell’indie italiano che anche Coez canta “amare te è facile come odiare la Polizia”.

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