Musica, Super Bowl e «fattore C».

Quanto è importante trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste?

Sì, va bene il talento, la competenza, l’X-Factor e tutto il resto… ma in un mercato competitivo dominato dalle superstar (come quello musicale, ma come tantissimi altri), il «potere della fortuna»*, il caso, il colpo di culo… sono spesso fondamentali per avere successo. E le tante storie più o meno note lo dimostrano…

Quando Reginald Dwight, dopo aver letto un annuncio su NME, si presentò ai provini della Liberty Records a Londra nel 1967, si trovò di fronte un ufficio pieno di demo su nastri a bobina e pile di buste provenienti da tanti altri aspiranti cantanti e autori come lui.

Alla domanda del tizio dietro la scrivania che gli chiedeva cosa sapesse fare, Reginald Dwight rispose: «So cantare e scrivere canzoni; ma solo la musica, non le parole».
«Perché non prendi una di queste buste, allora?», gli disse l’impiegato rovistando tra un mucchio di buste chiuse.

La busta scelta a caso proveniva da un certo Bernie Taupin, autore allora diciassettenne, che da quel momento iniziò a collaborare con Reginald alla creazione di oltre 30 album che vendettero più di 300 milioni di dischi.
Per chi non lo sapesse, Reginald Dwight è il vero nome di Sir Elton John.

Qualcuno, tra cui lo stesso Elton John, attribuisce l’incontro tra i due artisti al destino. Io lo attribuisco, molto meno romanticamente, al caso; al cosiddetto «fattore C».
Il culo: uno dei fattori spesso fondamentali nel successo di una superstar; non solo in campo musicale, ma in tutti i mercati.

Esibizione di Anderson Paak alla batteria insieme a Eminem nell'halftime show del Super Bowl LVI
L’Halftime Show del Super Bowl LXV.

La notte di domenica 13 febbraio 2022, l’America, come ogni anno, si è fermata per vedere il Super Bowl dal vivo, nel bellissimo SoFi Stadium di Inglewood, California (per i più ricchi o «fortunati»), o in diretta TV. Durante l’Halftime Show, avrai molto probabilmente notato alla batteria, accanto a Eminem, uno dei «ragazzi di Dr. Dre»: Anderson .Paak.

Nel 2011, Brandon Paak Anderson viene licenziato da una pot farm di Santa Barbara e sfrattato, diventando improvvisamente un senzatetto insieme alla moglie e al loro bambino piccolo. 

Probabilmente la sua strada avrebbe preso un’altra direzione se, per puro caso, non fosse stato ospitato da Shafiq Husayn, componente del gruppo neo funk Sa-Ra, che decise di dargli una mano assumendolo come assistente e introducendolo nei «giri giusti» di Los Angeles. 
Da quel momento viene notato anche da Dr. Dre, che lo featurizza nell’album Compton, colonna sonora del biopic Straight Outta Compton.

La grande visibilità mondiale arriva infine l’anno scorso, grazie ad un’altra collaborazione: quella con Bruno Mars (anche lui partecipante a più di un Halftime Show del Super Bowl) con il quale forma il duo Silk Sonic.

Fino alla «consacrazione» di domenica notte, quando lo abbiamo visto suonare la batteria in Lose Yourself davanti ai 70 mila fortunati spettatori nello stadio dei Los Angeles Rams e al pubblico di cento milioni di persone del Super Bowl LVI collegati da casa in tutto il mondo.


* Il «potere della fortuna» è analizzato molto bene in Rockonomics, libro per me fondamentale, scritto da Alan B. Krueger. Ne ho parlato anche in un precedente articolo sui nuovi modelli di business nel mondo della Musica.

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